Dal panoramico Viale Della Vittoria al Monastero di Santo Spirito

Per visitare il centro cittadino consigliamo di seguire un itinerario che consente di conoscere ampiamente il cuore della città. Si tratta di un percorso non particolarmente lungo pertanto suggeriamo di posteggiare il vostro mezzo e muoversi comodamente a piedi partendo da Piazza Marconi con la stazione ferroviaria.

Frontalmente si allunga il Viale della Vittoria, un vero e proprio terrazzo panoramico da cui è possibile ammirare l’intera Valle con i Templi incastonati sullo sfondo azzurro del Mediterraneo. Guardando verso occidente è possibile intravedere la casa di Pirandello e più oltre Porto Empedocle.

Risalendo verso piazzale Aldo Moro incontriamo il santuario di San Calogero (XVI sec.), il santo nero compatrono della città insieme a San Gerlando. Attraversata la zona alberata si raggiunge Porta di Ponte da dove ha inizio la via Atenea, il salotto della città.

Parallela a questa, sulla sinistra, corre la stretta e caratteristica via Pirandello, con la chiesa settecentesca di San Pietro affrescata con episodi della vita del santo. Poco più avanti sul lato sinistro si incontra la Basilica di San Francesco d’Assisi ( XVIII sec.) di stile barocco che ospita al suo interno opere del Gaggini e affreschi di Domenico Provenzani. Pochi scalini ci riportano sulla via Atenea.

Imboccando più oltre la via Celauro o poco prima la via Porcello, si raggiunge la salita che conduce al magnifico Monastero di Santo Spirito.

I visitatori, accolti dal fragrante profumo dei dolci di mandorla prodotti dalle suore, hanno il privilegio di ammirare i molti tesori custoditi nel monastero.

Dal panoramico Viale Della Vittoria al Monastero di Santo Spirito

Per visitare il centro cittadino consigliamo di seguire un itinerario che consente di conoscere ampiamente il cuore della città. Si tratta di un percorso non particolarmente lungo pertanto suggeriamo di posteggiare il vostro mezzo e muoversi comodamente a piedi partendo da Piazza Marconi con la stazione ferroviaria.

Frontalmente si allunga il Viale della Vittoria, un vero e proprio terrazzo panoramico da cui è possibile ammirare l’intera Valle con i Templi incastonati sullo sfondo azzurro del Mediterraneo. Guardando verso occidente è possibile intravedere la casa di Pirandello e più oltre Porto Empedocle.

Risalendo verso piazzale Aldo Moro incontriamo il santuario di San Calogero (XVI sec.), il santo nero compatrono della città insieme a San Gerlando. Attraversata la zona alberata si raggiunge Porta di Ponte da dove ha inizio la via Atenea, il salotto della città.

Parallela a questa, sulla sinistra, corre la stretta e caratteristica via Pirandello, con la chiesa settecentesca di San Pietro affrescata con episodi della vita del santo. Poco più avanti sul lato sinistro si incontra la Basilica di San Francesco d’Assisi ( XVIII sec.) di stile barocco che ospita al suo interno opere del Gaggini e affreschi di Domenico Provenzani. Pochi scalini ci riportano sulla via Atenea.

Imboccando più oltre la via Celauro o poco prima la via Porcello, si raggiunge la salita che conduce al magnifico Monastero di Santo Spirito.

I visitatori, accolti dal fragrante profumo dei dolci di mandorla prodotti dalle suore, hanno il privilegio di ammirare i molti tesori custoditi nel monastero.

Piazza Purgatorio

Percorsa la via Foderà si arriva in piazza Purgatorio. Qui si trovano, l’una di fianco all’altra, l’omonima chiesa, detta anche di San Lorenzo, e la chiesa di Santa Rosalia, entrambe erette nel XVII sec. Nella prima, dalla facciata in stile barocco, il grande portale e le belle colonne tortili, sono custodite vari capolavori di Giacomo Serpotta e della scuola del Gaggini.
Continuando per la via Atenea si raggiunge piazza Gallo con il Palazzo dell’Orologio, eretto nel 1851 in stile neogotico.
Poco più avanti c’è la chiesa di San Giuseppe (XVIII sec.) che domina l’omonima piazza sulla quale si affaccia il Circolo Empedocleo. Costruito nel 1835 su progetto di Raffaello Politi, fu per lungo tempo punto d’incontro della nobiltà cittadina ed oggi come allora dopo oltre 170 anni, continua ad essere luogo di riferimento per la cultura agrigentina. Qui si esaurisce la via Atenea.

Piazza Purgatorio

Percorsa la via Foderà si arriva in piazza Purgatorio. Qui si trovano, l’una di fianco all’altra, l’omonima chiesa, detta anche di San Lorenzo, e la chiesa di Santa Rosalia, entrambe erette nel XVII sec. Nella prima, dalla facciata in stile barocco, il grande portale e le belle colonne tortili, sono custodite vari capolavori di Giacomo Serpotta e della scuola del Gaggini.
Continuando per la via Atenea si raggiunge piazza Gallo con il Palazzo dell’Orologio, eretto nel 1851 in stile neogotico.
Poco più avanti c’è la chiesa di San Giuseppe (XVIII sec.) che domina l’omonima piazza sulla quale si affaccia il Circolo Empedocleo. Costruito nel 1835 su progetto di Raffaello Politi, fu per lungo tempo punto d’incontro della nobiltà cittadina ed oggi come allora dopo oltre 170 anni, continua ad essere luogo di riferimento per la cultura agrigentina. Qui si esaurisce la via Atenea.

Da piazza Pirandello al quartiere Rabato

Un breve tratto in lieve pendio ci immette in piazza Pirandello sulla quale si affacciano il Palazzo Municipale, la Basilica di San Domenico (XVII sec.). L’edificio che ospita il Municipio era in origine il convento dei domenicani dell’adiacente basilica. Nell’atrio del Palazzo Municipale si trovano l’ingresso ed il foyer del Teatro Pirandello. Eretto nel 1870 su progetto di Dionisio Sciascia e decorato dall’architetto palermitano Giovanni Basile, questo teatro è a ragione considerato tra i più belli della Sicilia e il suo stile richiama quello del teatro “La Fenice” di Venezia. All’interno della chiesa di San Domenico oltre ai numerosi stucchi e alle ricche decorazioni, si conserva una pregevole tela del ‘600 del pittore Pompeo Buttafuoco raffigurante la Crocifissione.
Poco più avanti si raggiunge Piazza Sinatra dove sul lato destro è possibile ammirare come da un grande “balcone” un panorama unico dove è visibile da Est a Ovest la costa agrigentina da Punta Bianca a Porto Empedocle con al centro tutta la Valle dei Templi. Sempre da Piazza Sinatra inizia la caratteristica via Garibaldi con l’antichissimo quartiere “Rabato”. Da qui parte la zona araba di Agrigento in cui è possibile ritrovare una serie di viuzze strette particolarmente caratteristiche, con vicoli e cortiletti appartenenti ad una evidente tipologia costruttiva presente nelle città arabe.

Da piazza Pirandello al quartiere Rabato

Un breve tratto in lieve pendio ci immette in piazza Pirandello sulla quale si affacciano il Palazzo Municipale, la Basilica di San Domenico (XVII sec.). L’edificio che ospita il Municipio era in origine il convento dei domenicani dell’adiacente basilica. Nell’atrio del Palazzo Municipale si trovano l’ingresso ed il foyer del Teatro Pirandello. Eretto nel 1870 su progetto di Dionisio Sciascia e decorato dall’architetto palermitano Giovanni Basile, questo teatro è a ragione considerato tra i più belli della Sicilia e il suo stile richiama quello del teatro “La Fenice” di Venezia. All’interno della chiesa di San Domenico oltre ai numerosi stucchi e alle ricche decorazioni, si conserva una pregevole tela del ‘600 del pittore Pompeo Buttafuoco raffigurante la Crocifissione.
Poco più avanti si raggiunge Piazza Sinatra dove sul lato destro è possibile ammirare come da un grande “balcone” un panorama unico dove è visibile da Est a Ovest la costa agrigentina da Punta Bianca a Porto Empedocle con al centro tutta la Valle dei Templi. Sempre da Piazza Sinatra inizia la caratteristica via Garibaldi con l’antichissimo quartiere “Rabato”. Da qui parte la zona araba di Agrigento in cui è possibile ritrovare una serie di viuzze strette particolarmente caratteristiche, con vicoli e cortiletti appartenenti ad una evidente tipologia costruttiva presente nelle città arabe.

La chiesa medievale di Santa Maria dei greci e la cattedrale S. Gerlando

Risalendo in piazza San Giuseppe, sulla destra della chiesa s’inerpica la via Matteotti, dagli agrigentini più comunemente chiamata via Bac Bac (nome di origine araba che significa “nano”). Percorrendola per un breve tratto è possibile raggiungere la caratteristica chiesa medievale di Santa Maria dei Greci.
Percorsa la salita S. Alfonso si giunge in via Duomo. A pochi metri sulla destra si vede l’antica chiesa dell’Itria (XVI sec.) di cui oggi rimane solo il pregevole prospetto caratterizzato da due finte finestre e da un portale con bugnato. Al civico 86 è ubicata la Biblioteca Lucchesiana.
Più avanti troviamo il Palazzo Vescovile con bel portale, balconi e finestre. La sua costruzione fu iniziata nel XI secolo dal vescovo Gerlando e nel corso dei secoli è stato ingrandito e abbellito per opera dei vescovi succedutisi alla guida della diocesi agrigentina. Nel primo blocco della costruzione è possibile ammirare l’antica Torre dell’Orologio con il quadrante ben visibile. All’interno del palazzo traviamo il Museo Diocesano
Siamo ora sul punto più elevato della collina da dove la mole della Cattedrale domina la città dall’alto di due imponenti scalinate di accesso.
Il lato opposto di piazza Don Minzoni è occupato dal seminario vescovile (XVII sec.) nella cui area si trova lo Steri edificato nella seconda metà del ‘300 dalla nobile famiglia Chiaramonte. Ripercorrendo in senso opposto la via Duomo si arriva in piazza Plebis Rea e da qui imboccata a destra la via Matteotti si raggiungono nuovamente piazza Gallo e la via Atenea.

La chiesa medievale di Santa Maria dei greci e la cattedrale S. Gerlando

Risalendo in piazza San Giuseppe, sulla destra della chiesa s’inerpica la via Matteotti, dagli agrigentini più comunemente chiamata via Bac Bac (nome di origine araba che significa “nano”). Percorrendola per un breve tratto è possibile raggiungere la caratteristica chiesa medievale di Santa Maria dei Greci.
Percorsa la salita S. Alfonso si giunge in via Duomo. A pochi metri sulla destra si vede l’antica chiesa dell’Itria (XVI sec.) di cui oggi rimane solo il pregevole prospetto caratterizzato da due finte finestre e da un portale con bugnato. Al civico 86 è ubicata la Biblioteca Lucchesiana.
Più avanti troviamo il Palazzo Vescovile con bel portale, balconi e finestre. La sua costruzione fu iniziata nel XI secolo dal vescovo Gerlando e nel corso dei secoli è stato ingrandito e abbellito per opera dei vescovi succedutisi alla guida della diocesi agrigentina. Nel primo blocco della costruzione è possibile ammirare l’antica Torre dell’Orologio con il quadrante ben visibile. All’interno del palazzo traviamo il Museo Diocesano
Siamo ora sul punto più elevato della collina da dove la mole della Cattedrale domina la città dall’alto di due imponenti scalinate di accesso.
Il lato opposto di piazza Don Minzoni è occupato dal seminario vescovile (XVII sec.) nella cui area si trova lo Steri edificato nella seconda metà del ‘300 dalla nobile famiglia Chiaramonte. Ripercorrendo in senso opposto la via Duomo si arriva in piazza Plebis Rea e da qui imboccata a destra la via Matteotti si raggiungono nuovamente piazza Gallo e la via Atenea.

Agrigento e dintorni

I fiori all’occhiello di Agrigento, per cui la città è famosa in tutto il mondo, sono però distanti dal suo centro storico. Uno è la Valle dei templi, parco archeologico e paesaggistico tutelato dall’Unesco fra la città propriamente detta e il mare, con maestosi templi greci risalenti principalmente al V secolo a.C. Ben visibili sono i resti del tempio di Ercole, di Giove Olimpico, di Giunone Lacinia e soprattutto il tempio della Concordia, capolavoro di architettura dorica perfettamente conservato. Nel parco, in cui è presente anche un museo archeologico, si organizzano visite guidate anche teatralizzate

In zona Kaos vicino Porto Empedocle abbiamo la casa di Pirandello dove è sepolto e la sua casa è stata fatta museo.

L’altro luogo imperdibile è la cosiddetta Scala dei Turchi, una parete rocciosa di colore bianco a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, 15 km a nord di Agrigento. Già attrazione turistica per la bellezza del mare e per il candore della roccia, deve il suo nome a fatto che inverso sud discende verso il mare non a picco, ma a gradoni. Citata più volte nei romanzi di Camilleri sul commissario Montalbano, è diventata negli anni sempre più popolare.

Le spiagge più vicine ad Agrigento sono quelle di Porto Empedocle. Ma le più gettonate dai turisti sono quelle di Porto Palo e Lido Fiore, nei pressi di Menfi. Queste località sono state più volte insignite della bandiera blu. Di selvaggia bellezza sono invece Stazzone e Lido della Tonnara che si trovano nei pressi di Sciacca. Tra le altre tantissime alternative si citano Eraclea Minoa presso la località di Cattolica Eraclea, un posto incantevole ricco di bianche rocce, il limpido mare mediterraneo e fresche pinete. Presso Ribera è consigliata la visita presso la Riserva Naturale della Foce e del Fiume Platani, una vera riserva incontaminata arricchita dallo splendore del mare.

Agrigento e dintorni

I fiori all’occhiello di Agrigento, per cui la città è famosa in tutto il mondo, sono però distanti dal suo centro storico. Uno è la Valle dei templi, parco archeologico e paesaggistico tutelato dall’Unesco fra la città propriamente detta e il mare, con maestosi templi greci risalenti principalmente al V secolo a.C. Ben visibili sono i resti del tempio di Ercole, di Giove Olimpico, di Giunone Lacinia e soprattutto il tempio della Concordia, capolavoro di architettura dorica perfettamente conservato. Nel parco, in cui è presente anche un museo archeologico, si organizzano visite guidate anche teatralizzate

In zona Kaos vicino Porto Empedocle abbiamo la casa di Pirandello dove è sepolto e la sua casa è stata fatta museo.

L’altro luogo imperdibile è la cosiddetta Scala dei Turchi, una parete rocciosa di colore bianco a picco sul mare lungo la costa di Realmonte, 15 km a nord di Agrigento. Già attrazione turistica per la bellezza del mare e per il candore della roccia, deve il suo nome a fatto che inverso sud discende verso il mare non a picco, ma a gradoni. Citata più volte nei romanzi di Camilleri sul commissario Montalbano, è diventata negli anni sempre più popolare.

Le spiagge più vicine ad Agrigento sono quelle di Porto Empedocle. Ma le più gettonate dai turisti sono quelle di Porto Palo e Lido Fiore, nei pressi di Menfi. Queste località sono state più volte insignite della bandiera blu. Di selvaggia bellezza sono invece Stazzone e Lido della Tonnara che si trovano nei pressi di Sciacca. Tra le altre tantissime alternative si citano Eraclea Minoa presso la località di Cattolica Eraclea, un posto incantevole ricco di bianche rocce, il limpido mare mediterraneo e fresche pinete. Presso Ribera è consigliata la visita presso la Riserva Naturale della Foce e del Fiume Platani, una vera riserva incontaminata arricchita dallo splendore del mare.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi